Trattamenti chimico-fisici

Stampaggio a caldo

Introduzione sull’azienda

Azienda meccanica del nord-ovest Italia che si occupa di produzione di particolari per l’automotive.

 

Obiettivi richiesti dall’azienda

Nel processo di stampaggio a caldo dell’acciaio l’azienda utilizza la grafite come distaccante. Le acque cariche di grafite e olio vengono inviate ad un piccolo evaporatore. Il trattamento risulta costoso ed inefficiente e si vuole migliorare il sistema.
 

Problema

La presenza di olio (a volte in quantità notevoli) insieme alla grafite rende il refluo particolarmente complicato. L’evaporatore impiega 24 ore per trattare 500 litri al giorno di refluo e l’acqua prodotta è una minima quantità. Il costo energetico è elevato e l’operatore è costretto a fermare e pulire l’evaporatore settimanalmente.

Soluzione

Lo studio preliminare è durato diverso tempo per stabilire i migliore prodotti per gestire il processo. Il refluo (circa 1mc al giorno) viene trattato attraverso un impianto DP1 molto compatto tramite il dosaggio di prodotti chimici che garantiscono la separazione dell’olio e grafite dall’acqua. Quest’ultima possiede delle caratteristiche chimico-fisiche che ne permettono il riutilizzo in torre evaporativa.

Conclusioni tecniche

Il cliente ha raddoppiato il volume di refluo trattato, ha ridotto drasticamente i consumi energetici, ha ridotto del 90% il costo di smaltimento ed ha investito in un impianto molto meno costoso di un evaporatore.

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